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Disturbi alimentari – Psicologa Viareggio Pisa

Disturbi alimentari – Psicologa Viareggio Pisa – I disturbi alimentari possono essere definiti come comportamenti finalizzati al controllo del peso, che danneggiano la salute fisica o il funzionamento psicologico e sociale.

Essi colpiscono soprattutto gli adolescenti: l’età di insorgenza va dai 12 ai 25 anni, con un picco intorno ai 14 anni e ai 17 anni; negli ultimi anni si sono notati sempre più casi ad insorgenza precoce (bambini) o tardiva (adulti).

I disturbi alimentari si dividono in:

Anoressia Nervosa

Caratterizzata dal terrore di ingrassare e la ricerca della magrezza.

I sintomi che la definiscono sono:

  • Perdita di peso rilevante (oltre il 15% del peso considerato normale per età, sesso e altezza)
  • Paura intensa di ingrassare anche quando si è sottopeso
  • Alterazione nel modo di vivere il peso, la taglia e le forme corporee
  • Amenorrea ovvero scomparsa delle mestruazioni (assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi)

Bulimia Nervosa

Caratterizzata da un circolo autoperpetuante di preoccupazione per il peso e le forme corporee -> dieta ferrea -> abbuffate -> vomito autoindotto.

I sintomi che la definiscono sono:

  • Abbuffate ricorrenti caratterizzate dal consumo di grandi quantità di cibo e dalla sensazione di perdere il controllo sull’atto di mangiare.
  • Comportamenti di compenso. Il vomito autoindotto è il meccanismo di compenso più frequentemente utilizzato nella bulimia, molte persone utilizzano lassativi e diuretici impropriamente, altre fanno esercizio fisico in modo eccessivo.
  • Le abbuffate e le condotte compensatorie devono verificarsi almeno 2 volte a settimana per tre mesi
  • Preoccupazione estrema per il peso e le forme corporee.
  • I fenomeni di bulimia non si manifestano esclusivamente nel corso di episodi di anoressia nervosa.

Binge Eating Disorder (Disturbo da Alimentazione Incontrollata)

Le cause dei disturbi dell’alimentazione non sono ancora completamente note, anche se le più recenti evidenze suggeriscono l’esistenza di un’interazione tra predisposizione genetica e specifici fattori di rischio ambientali.

La teoria cognitivo comportamentale dei disturbi alimentari, oggigiorno la più accreditata, sostiene che essi abbiano due origini principali che possono operare assieme:

  • la necessità di avere controllo estremo su vari aspetti della vita (es. lavoro, scuola, sport….), che può in momenti particolari della vita focalizzarsi sul controllo dell’alimentazione;
  • l’eccessiva importanza attribuita al controllo del peso e della forma del corpo negli individui che hanno interiorizzato l’ideale di magrezza.

In entrambi i casi il risultato è l’adozione di una restrizione dietetica severa che a sua volta rinforza la necessità di controllo in generale e di controllo del peso e della forma del corpo, in particolare. Successivamente, iniziano ad operare altri processi che contribuiscono a mantenere il disturbo dell’alimentazione; come l’isolamento sociale, la comparsa di abbuffate favorite dalla restrizione alimentare, gli effetti negativi delle abbuffate sulla preoccupazione per il peso e la forma del corpo e sul senso di essere in controllo, i sintomi da denutrizione che aumentano la necessità di controllare l’alimentazione, il controllo del corpo e del peso e l’evitamento dell’esposizione del corpo, che intensificano la preoccupazione per il peso e la forma del corpo.

Ci sono delle evidenze sempre più crescenti che l’interruzione dei fattori di mantenimento sia necessaria per la cura dei disturbi alimentari e non a caso la terapia cognitivo comportamentale è considerata a livello mondiale l’intervento di prima scelta.